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Certificazione Qualità ISO 9001
La normativa in materia di bonifica di siti inquinati, introdotta con l’art.17 del D.Lgs. 22/97 (Decreto Ronchi), è stata successivamente completata ed attuata dal DM 471/99 e poi modificata dal D.Lgs. 152/06.
Con il DM 471/99 sono stati definiti i limiti di accettabilità della contaminazione dei suoli e delle acque sotterranee in relazione alla destinazione d’uso dei suoli; le procedure di riferimento per il prelievo e l’analisi dei campioni; i criteri generali per la messa in sicurezza, bonifica ed il ripristino ambientale dei siti inquinati, nonché per la redazione dei relativi progetti.
Con il D.Lgs. 152/2006 sono state introdotte alcune importanti novità in termini di valori limite di riferimento e di procedure operative.
In particolare il D.Lgs.152/06, al Titolo V Parte IV, recependo il D.M. 471/99, disciplina, dal punto di vista tecnico-amministrativo le procedure da utilizzare in caso di fenomeni di contaminazione della matrice suolo e delle acque sotterranee.
L’iter tecnico-amministrativo per la valutazione dei fenomeni di contaminazione di un sito “potenzialmente” inquinato ha il suo inizio con la redazione del “Piano di Caratterizzazione”, da produrre in conformità all’Allegato 2 parte IV titolo V del D.Lgs. 152/06.
Il Piano di Caratterizzazione rappresenta solo la prima fase di una caratterizzazione ambientale che si identifica nell’insieme delle attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere le informazioni di base a supporto delle decisioni realizzabili e sostenibili per le eventuale messa in sicurezza e/o bonifica definitiva.
Normativa Caratterizzazione Terreni
Secondo il D.Lgs 152/06 per caratterizzazione si intende il processo costituito dalle seguenti fasi:
- Ricostruzione storica delle attività produttive svolte sul sito;
- Elaborazione del Modello Concettuale Preliminare del sito e predisposizione di un piano di indagini ambientali, finalizzato alla definizione dello stato ambientale di suolo, sottosuolo e delle acque sotterranee;
- Elaborazione del Piano di indagini;
- Elaborazione dei dati raccolti e rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo del sottosuolo e delle acque sotterranee.
- Elaborazione del Modello Concettuale Definitivo;
- Identificazione dei livelli di concentrazione residua accettabili- sui quali impostare gli eventuali interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica che si rendessero eventualmente necessari a seguito dell’Analisi di Rischio.
Le prime tre attività costituiscono una prima fase caratterizzata dalla raccolta di dati sscturite da indagini storiche relative al suolo ed alle acque sotterranee, effettuate dal soggetto obbligato a redigere il piano di caratterizzazione.
Qualora sia impossibile indagare storicamente sull’origine dei fenomeni di contaminazione il soggetto può effettuare in via preliminare delle indagini relative al suolo ed alla falda nell’area di sua proprietà. La prima fase del Piano di Caratterizzazione si conclude con la presentazione agli organi competenti del piano delle indagini realizzate.
Dopo l’approvazione di tale piano da parte delle autorità competenti, si passa alla seconda fase nella quale vengono prelevati i campioni delle matrici ambientali suolo ed acque sotterranee e vengono effettuate le analisi.
La messa in sicurezza e la bonifica del sito si rende necessaria quando la contaminazione delle matrici ambientali, rilevata in sito, supera le CSC (concentrazioni soglia di contaminazione) tabellate nell’Allegato 5 al D.Lgs 152/06, e le CSR (Concentrazioni soglia di rischio) valutate con l’applicazione delle procedure di analisi di rischio sito specifica.
Quadro Normativo
Clicca su questo link per avere una panoramica completa del “Quadro Normativo e indicazione per la caratterizzazione dei siti contaminati”
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